venerdì 3 settembre 2010

Parole, parole, parole...

"Le parole sono importanti!" sbraitava il maldestro amatore con la super 8, una tessera in tasca e qualche santo in paradiso.
Aveva ragione.
E questo scritto povero e sforzato va dritto a tutti quelli che, ahiloro, son napoletani come Renzo Arbore, cubani come Guevara e americani come i Led Zeppelin.
E forse son convinti che RAF siano solo tre lettere che alludono a uno squallido cantante provinciale da Festivalbar e che il C.P.M. sia una scuola di musica.
Meglio perdersi in un rullante (che, occhio, non è colui che arrotola sigarette) di Capiozzo.
Fidatevi.

venerdì 7 maggio 2010

sabato 24 aprile 2010

"Lasciate che i bambini vengano a me" - Rostov VS San Pietro

"Marco se n'è andato e non ritorna più" diceva una grossa poetessa del Novecendo, ma di certo Marco aveva l'occhio lungo quando scrisse
"Lasciate che i bambini vengano a me" (Marco 10,14).
Lasciate è imperativo e si sa che in ambito ecclesiastico gli ordini vengono spesso eseguiti alla perfezione.
Il problema è che vengo da una famiglia comunista, atea, anticlericale nonchè antireligiosa.
Sì, ANTIRELIGIOSA quindi diventa difficile scegliere il proprio destino quando l'età avanza (26 anni suonati e cantati) e il desiderio di paternità fa la sua prepotente comparsa.
Com'è noto i comunisti mangiano i bambini e prendendo ad esempio il compagno Chikatilo (meglio noto come "mostro di Rostov") posso dire con una certa sicurezza che qualora volessi essere politicamente "fedele alla linea", la mia prole avrebbe vita garantita almeno fino all'età di 9 anni per poi diventare l'orrido pasto di qualche tawarish affamato (come il padre).
Dovrei certo accettare la sua trasformazione in meno di un decennio da "frutto dell'amore" a nutrimento per compagni senza obiettare nè tantomeno romanticamente sognare la sua adolescenza, la sua crescita culturale, la sua FORMAZIONE.
E se invece lo mandassi all'azione cattolica?

lunedì 11 gennaio 2010

Vezzeggiamoci / Nomi di Battesimo

Mi son sempre chiesto la reale utilità dei nomi di battesimo.
Provo a spiegarmi.
Quando andiamo a scuola ci chiamano per cognome.
Quando ci fermano i carabinieri ci chiamano per cognome.
Quando abbiamo a che fare con milanesi e simili addirittura al nostro nome di battesimo viene aggiunto l'articolo come se fossimo delle pessime suppellettili in pelle umana (il Dani, la Chiara, la Giorgia, il Roberto...).
Quando saremo personcine importanti addirittura metteran l'articolo davanti al cognome (il Foscolo, il Manzoni, il Pascoli...il Turi).
Quando invece abbiam a che fare con gli affetti (famiglia, amici, amori) entrano in ballo i diminutivi e, soprattutto, i vezzeggiativi.
Tipico dei fidanzamenti, infatti, è l'annullamento totale del nome di persona a favore di squallide denominazioni quali "tesoro", "amore", "gioia" (quando siamo fortunati) piuttosto che "topo", "topone", "coniglietta", "micina", "piccolina", "patata", "ciccino", "cucciolo", "polpettina" et cetera.
Usando il mio nome (Danilo) come esempio (anche se per mia fortuna non ho ricevuto il sacramento del battesimo) si otteranno le seguenti soluzioni:
per i compaesani amici sarà "Danì", per le amiche "Dani", per i calabresi "Dà", per i temerari della linguistica "Danny" e per i vitelloni addirittura "Danilone".
Lo stesso vale naturalmente per i più svariati nomi ("Robertino", "Marione", "Annina" et cetera).
A questo punto mi chiedo: ma Gesù Cristo da bambino lo chiamavano "Gesuino" per farlo sentire amato?
E soprattutto: avete mai pensato che "Gesuino" altro non è che un vezzeggiativo di "Porco Dio"?
I vezzeggiativi ci preparano all'età adulta.

giovedì 7 gennaio 2010

Il punto

Il punto è che mi manca troppo spesso la concentrazione necessaria a far quello che dovrei per aver rispetto di me.
Il punto è che dovrei essere una specie di batterista ma mi manca la concentrazione...poi ho scoperto cosa vuol dire "swinger" in inglese, ho riso grassamente pensando che a me invece fan male i polsi; "troppe seghe" mi dicono dalla regia, io annuisco al limite per la destra ma mi chiedo come mai anche la sinistra sia "solidale", senza cercare abusate metafore politiche da sinistroide che però vota Di Pietro.
Il punto è che "l'oroscopo pronostica sviluppi positivi" ma non l'ho letto ergo posso continuare a lamentarmi dell'andazzo generale in ogni caso, comunque vada, qualunque sia il clima.
Il punto è che se avessi la voce di Sergio Bruni ti farei una serenata, tanto per gradire.
Il punto è che ora ho i capelli come Mal dei Primitives quindi "stasera voglio farti un regalo" anche se dubito che coglierai il penZiero d'amore.
Il punto è un segno d'interpunzione.
Punto.
Il punto è che ho voglia di accendere la televisione.
Punto.

martedì 5 gennaio 2010

Romanticismo Spicciolo

No no no no no, così non va.
Basta basta basta basta basta basta, stop.
Lo so lo so lo so, non c'era da aspettarsi di meglio, non c'era da aspettarsi niente, bisogna gioire di ciò che è stato, quel poco che è stato.
Però però però però però "ci sono occhi che si cercano,
ci sono labbra che si guardano
"...sbagliano sbagliano, cazzo. Sbagliano, abbi fede anche se non hai ricevuto il sacramento del battesimo, sbagliano.
Sì, ok.
Ci sto, pienamente d'accordo.
Ma non si riesce mica a mettere paletti in certe cose (anche se sarebbe giusto), non si può non lasciarsi avvolgere (anche se sarebbe salutare), non si può non salutare (anche se forse...).
Ma...non s'era detto che coerenza e assenza di contraddizione eran le cifre su cui basarsi?
O su cui baciarsi?
Inutile spiegare, chi è ubriacone, tiratardi e mattiniero...dolcissimo e molesto certi problemi non li ha...ma non necessariamente è un cicisbeo.


A Mario, ai cuori balordi (b-anale), a Fiumani.

domenica 8 novembre 2009

Racconto inedito - "METTiNe POCa CHe QUESTa T' SPACCA"


























Prima parte di un racconto inedito sugli usi e i costumi delle popolazioni appenniniche lucane degli anni '90, ultimo baluardo di resistenza all'incombente rivoluzione politico-tecnologica del nuovo millennio.
"METTiNe POCa CHe QUESTa T' SPACCA" è solo un capitolo di un saggio di sociologia inedito ritrovato qualche mese fa da due giovani ricercatori in un archivio dimenticato .
E' un regalo che il Capitano fa ai lettori del Socialismo Surreale come dimostrazione di profonda stima ed eterna riconoscenza.

"Era la solita grigia mattinata di fine settembre e Vito Donato camminava tranquillo lungo il viale d'uscita della stazione, ubriaco di sonno e puzzolente di Chesterfield e Calabro Lucana. Arrivato al passaggio a livello calpestò ripetutamente la sigaretta appena fumata e iniziò la salita in direzione della scuola. Notò come sempre le grandi mammelle della cassiera della sala giochi lì vicino che in cambio di soldi ti dava ormoni e gettoni e sorrise compiaciuto, anche se non l'aveva mai toccata.
Arrivato finalmente al portone della scuola capì che era il momento di svegliarsi definitivamente perchè c'era da capire in quale nuova aula fosse la III B dato che in quella "scuola di merda che cadeva a pezzi, il preside ogni anno cambiava le aule e le sezioni perchè non aveva un cazzo da fare".
Qualche metro dentro la scuola (un istituto tecnico) Vito Donato vide Francesco, amico fraterno, ripetente anch'egli (come del resto altri 7 oltre a loro su un totale di 26 alunni).
"Guarda che quest'anno ci hanno messo al secondo piano, è una classe assurda...c'ha tre entrate e il terrazzo!"
Salirono le scale incuriositi, arrivati al secondo piano si guardarono intorno, uno a destra e uno a sinistra, riconobbero poi Nicola (altro alunno "d'esperienza") sulla soglia di un'aula e ci si avvicinarono rapidamente.
Optarono subito per i posti migliori, ultime file, unico reale privilegio degli studenti pendolari che arrivavano a scuola con almeno mezzora d'anticipo.
Dopo la prima soporifera ora d'inglese, nelle ultime file c'era chi pensava al bel culo di Angela
(l' unica ragazza della sezione B che frequentava la seconda e anche la meno brutta tra le sette ragazze che c'erano a scuola) e meditava di farsi bocciare ancora una volta pur di tenerla con lui all'ultimo banco, chi sbadigliava, chi dormiva e chi controllava quanto fosse stata generosa la mamma aprendo lentamente il panino portato da casa, come un consumato giocatore di poker con l'ultima carta.
Ma non solo."
FINE PRIMA PARTE